Il Tacchino rapito

Storiella del tacchino rapito di Caterina Gallicchio  Riali di Mezzana Salice 

I tre giovanissimi amici Carmine, Vincenzo ed Armando erano andati a Mezzana per l’acquisto delle sigarette, del tabacco dei parenti adulti  e degli anziani, ricevevano in cambio di questo servizio qualche monetina con cui spesso comperavano qualche sigaretta o altro. Raggiunsero Mezzana salendo attraverso la stradina stretta ed erta dei Pircalli con gradini e pavimento in pietra, passarono davanti alla casa di zu Antonio Dattoli Pircallo e di za Caterina Gallicchio  Riali, notarono subito che nelle vicinanze dell’abitazione c’era un pollaio con galline, galli e tacchini che starnazzavano.

Al ritorno dopo l’acquisto delle sigarette, ripassando davanti al pollaio, sprovvisto di vigilanza, non resistettero alla 1tentazione di impossersarsi di un piccolo tacchino. Fatto il furto corsero a rotto di collo sulla stradina in discesa, lastricata di pietre. attraversarono il ponte Bailey di Mezzana e raggiunsero sempre di corsa, girandosi spesso all’indietro, la contrada Conocchielle.

Il pennuto fu portato a casa da zio Vincenzo, in attesa della destinazione finale. Nonno Biagio, visto il tacchino interrogò subito il figlio Vincenzo e gli chiese la provenienza . Zio rispose che l’avevano trovato per strada e che probabilmente era fuggito da qualche pollaio.

La risposta non convinse nonno Biagio che sequestrò il tacchino in attesa del legittimo proprietario. Il giorno dopo Caterina i riali, peraltro, cugina di nonno si presentò a  Conocchielle in cerca del tacchino che  era sparito dal suo pollaio . Nonno  intuì subito ciò che era successo, chiamò zio Vincenzo per la romanzina   e consegnò il tacchino alla proprietaria

Caterina, di animo buono, non accettò la restituzione del tacchino  e lo regalò agli autori  del furto, erano bastati a lei il semplice ravvedimento dei ragazzi  e la promessa di non farlo più. Si salutò calorosamente da nonno Biagio ed andò via serena senza rancore.

Nei mesi successivi la viccia2 diventò una pennuta matura,  e fu portata  a Mezzana nel pollaio di Caterina per la riproduzione. Dalle uova fecondate nacquero tanti piccoli tacchini che nel tempo allietarono più volte la tavola.

  1. Caterina e nonno Biagio erano Cugini, Giuseppe riali era fratello di zio Giovanni quartiero e di Gallicchio Francesca, mamma di nonno Biagio ↩︎
  2. La Tacchina o niàna ↩︎